C i t i e s

series realized for the 10th edition 'of OpenHouseRoma 

on display in Rome via Casilina 5, ex Pastificio Pantanella, 21/22 may 2022

‘’La città è la scena fissa delle vicende dell’uomo, carica di sentimenti di intere generazioni, di eventi pubblici e tragedie private, di fatti nuovi e antichi.’’

 

Con questa frase, Aldo Rossi riassume nel saggio ‘’L’architettura della città’’, il rapporto tra i luoghi e le persone, tra la città e la collettività, rapporto che trova compimento nello scaturirsi di dinamiche sociali e relazioni umane. Lo spazio determina dunque il modo in cui le azioni dei singoli e della collettività si svolgono. Così come si è evoluta la città nel corso della storia, è cambiata anche la percezione da parte dell’uomo dei suoi spazi e delle sue architetture, e di conseguenza è cambiata la loro narrazione.

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Giorgio de Chirico, Piazza d'Italia, 1964
Lucas Cranach the Elder, The Fountain of Youth, 1546

© 2022 Claudia Storelli, Impossible Dialogues

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Pietro Lorenzetti, The miracle of the ice, 1341
Carlo Carrà, A pine by the sea, 1921

© 2022 Claudia Storelli, Impossible Dialogues

Da Giotto a Giorgio de Chirico, dalla scuola Fiorentina al Novecento italiano, la consapevolezza dello spazio assume caratteri distinti: nel duecento gli artisti delle varie scuole, superando i precetti dell’ arte bizantina, raccontano le architetture della città medievale con gli occhi di chi ha appena compiuto una scoperta che rappresenta un punto di non ritorno: la profondità. Le raffigurazioni pittoriche diventano meri esercizi assonometrici e prospettici, in cui l’artista non risolve i problemi della rappresentazione in maniera scientifica, ma concettuale, trasmettendo al fruitore di quelle immagini la sua personale concezione dello spazio e non l’articolazione reale dello stesso. La pittura metafisica invece guarda alla spirituralità degli oggetti architettonici, al loro significato intrinseco più che alla loro forma, soffermandosi con attenzione su ciò che circonda questi oggetti, il vuoto, che nella città si concretizza in strade e piazze, e nei sentimenti che da essi scaturiscono grazie all’introduzione di una dimensione che trascende la materialità dello spazio raccontato: il tempo.

Gli stessi vuoti nella pittura fiamminga di Johannes Vermeer e Peter de Hooch, diventano vicoli e cortili in cui rendere manifeste le proprie faccende quotidiane, e in cui trasuda la consapevolezza della complessità e della ricchezza dello spazio reale, in cui ogni dettaglio è reso importante grazie ad un uso sapiente della luce e di molteplici fughe prospettiche. 

Contrariamente, la tecnica pittorica del rinascimento in Italia non può fare a meno della prospettiva centrale: viene espressa così la concezione matura di uno spazio urbano che non tradisce la propria simmetria e le sue gerarchie ordinate, una città attentamente pianificata in cui tutto converge verso ‘’l’elemento primario’’, il monumento intorno al quale le dinamiche urbane si dispiegano come sua causa e conseguenza, come il tempio davanti al quale ha luogo lo Sposalizio di Maria e Giuseppe, raccontato da Raffaello.

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Fra Angelico, Healing of Palladia 1443
Pieter de Hooch, Courtyard of a house in Delft, 1658

© 2022 Claudia Storelli, Impossible Dialogues

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Anonymous, Ideal City, 1480-1484
Francesco Guardi, View of the Giudecca Canal and the Zattere, 1757-1758

© 2022 Claudia Storelli, Impossible Dialogues

Dal confronto di queste diverse concezioni spaziali, una volta poste in continuità nello stesso spazio visivo grazie alla tecnica del collage digitali, nasce un dialogo in cui talvolta gli spazi si completano a vicenda e talvolta si contrastano. I sei Impossible Dialogues di questa serie vogliono stimolare il fruitore a porsi interrogativi sulla natura di queste mutazioni: è realmente la nostra percezione a cambiare o è l’evoluzione delle città e dei suoi eventi ad alterarne la nostra concezione?

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Edward Hopper, Cape Cod Evening, 1939
Bicci di Lorenzo, San Nicola che fornisce doti, 1433-1435

© 2022 Claudia Storelli, Impossible Dialogues

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Jan Steen, Woman at her Toilet, 1663
Master of the Osservanza, Saint Anthony at the Mass (detail), 1430-1435

© 2022 Claudia Storelli, Impossible Dialogues